June74 – Devotion (2011)

By | 21/04/2011

  • Album: Devotion
  • Anno: 2011
  • Artista: June74

di Carlo Ghiani

La cultura underground è quel posto dove l’arte è più viscerale, così diretta che la puoi quasi toccare. E’ un mondo vitale e notturno, tripudio di creatività e libera espressione. E’ qua che Federico Romani si fa le ossa, rivelandosi estroso autore di poesie, novelle e racconti, e giungendo nel 2003 alla pubblicazione del suo primo libro, intitolato “Shanghai Blue Snow”. E’ qualche anno più tardi che le parole delle sue storie diventano musica, in fondo il mondo delle sette note riesce meglio di qualsiasi altro a cogliere le emozioni e a comunicarle, in un processo che lega indissolubilmente l’autore all’ascoltatore. L’alba del 2010 vede sorgere un nuovo artista.

Federico Romano diventa June74, raccontando ancora le sue storie, ma esclusivamente con la musica: troppe le parole da utilizzare, ed allora ecco una miriade di composizioni strumentali, per un totale di 19 singoli e 3 album, che spaziano dal jazz alla classica, ma sempre con un dna ambient.

L’ultima fatica, “Devotion”, segna nuovi orizzonti per un artista in continua evoluzione. Ecco il perchè di un così grande numero di singoli in poco più di un anno, June suona la sua anima senza curarsi di classificazioni ed etichette: la musica è un viaggio, ed ecco allora il nostro sempre intento nella sua personalissima ricerca stilistica.

I sei pezzi che vanno a comporre l’Ep presentano una prima, sostanziale, novità. Alla strumentazione, sempre varia eppure cosi immediata, si aggiunge la voce delle tre cantanti che di volta in volta si alternano al microfono, ad arricchire il lavoro senza snaturarlo. Cambia anche la scrittura del Romani, volta adesso a creare i perfetti tappeti sonori su cui far risaltare una voce ora protagonista ora comprimaria, ma mai sopra le righe.

I primi due brani, classicheggianti, si forgiano della collaborazione di Ann Mari Thim, vocalist degli Arcania: se ‘Emotionography’ presenta colori densi, ‘Opera 696 Of Divine Absinth And Heroin’ richiama alla mente alcuni passaggi dei Carmina Burana ed è la composizione più sperimentale di tutto l’album, accumulando una tensione che un carillon, sul crepuscolo del brano, non riesce a stemperare. Con l’elettronica di ‘Kissing Aurora’ le atmosfere si rischiarano, per poi diventare caldi colori pastello nel pezzo successivo, sostenuto da chitarra e tastiere ed interpretato magistralmente da Virginie Goncalves. Il finale ci riporta ad alcune delle atmosfere già descritte in passato dall’artista, ed è un po’ come tornare a casa, col binomio June74 – Heather Downing che regala due splendide composizioni per piano e voce, intitolate piuttosto evocativamente ‘Only Wind Now’ e ‘When We’ll Be Dreams’.

L’avventura del poliedrico June74 continua ad essere un inesauribile turbine di note, così nell’Aprile 2011 torna protagonista con altri 18 singoli a suo nome. Intanto noi vi consigliamo questo “Devotion”, splendido Ep edito dalla Areasonica Records; l’artwork è buon profeta di quello che sarà l’album, che forse non venderà quanto un disco di Madonna, ma di sicuro non farà rimpiangere l’ascoltatore.

Voto: ★★★★☆


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Articolo pubblicato il 21/04/2011, 0 visualizzazioni

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  1. Recensione “Devotion” di June1974 su Stay Tuned Live « Areasonica Records — 24/04/2011 @ 4:28 pm

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