Zucchero a Cagliari, il report: la valigia-palco e l’anziana ballerina
foto e report di Carla Marras
Dopo il Fly tour 2006, Zucchero torna in Sardegna con il nuovo Chocabek World Tour, che sta facendo sold out in tutte le date internazionali.
Visto il successo riscosso, il Chocabek tour, che inizialmente prevedeva come unica tappa in Italia Verona (cinque serate in arena a giugno, con tanto di Sugar Card personalizzata), ha esteso le tappe italiane toccando anche la Sardegna. Il concerto, spostato alla Fiera Campionaria di Cagliari (in vece dell’anfiteatro Romano, definitivamente chiuso), crea un’atmosfera magica vista l’intensità dell’album, fortemente nostalgico rispetto agli altri, in cui il cantante racconta la sua infanzia e i suoi affetti.
Gli spettatori si trovano davanti a una enorme valigia chiusa, che occupa tutto il palco. Alle 21.30 si spengono le luci, su un telone nero vengono proiettate alcune frasi che recano la spiegazione della parola “chocabek” e quindi dell’intero album. La valigia inizia ad aprirsi e al suo interno si trovano tutti i componenti della band e lui, Zucchero Sugar Fornaciari, seduto su una sorta di trono al centro della “valigia palco” che esordisce cantando “un soffio caldo”, canzone scritta a quattro mani con il cantante ed amico Francesco Guccini.
Le canzoni dell’album scorrono veloci, accolte dall’entusiasmo del pubblico con cori e balli (memorabile la ola su “vedo nero”) finché, dopo una breve pausa, Zucchero dice “voglio tutte le donne qui sotto! Ora!” indicando l’area sottopalco. Una fiumana di donne corre all’impazzata sotto il palco lanciandosi in balli scatenati, incitate dal cantante che inventa coreografie ballando davanti all’asta del microfono. Canzoni immortali come “diamante”, “il volo” e “così celeste” fanno commuovere un pubblico sempre più emozionato, che seduto per terra sotto il palco, alza le braccia al cielo. Dopo l’ultima breve pausa in cui tutti i musicisti escono dal palco, il pubblico incita il cantante emiliano ad uscire fuori.. e lui riappare con addosso una maschera rossa da Belzebù, pronto ad esplodere di vita sulle note delle canzoni più blasfeme e ritmate come “diavolo in me”, “il mare impetuoso al tramonto salì sulla luna (e dietro una tendina di stelle)” e “con le mani”.
Un piccolo “fuori programma” quando, fatto un cenno agli addetti alla sicurezza, Zucchero lascia salire sul palco accanto a se un ragazzo e poi una signora anziana, che balla e canta con lui quasi un’intera canzone. Cosa mai successa durante tutto il tour!!!
Due le perle della serata, che hanno letteralmente mandato in estasi il pubblico.
La prima durante la canzone “solo una sana e consapevole libidine…” in cui Zucchero, modificando il testo, ha cantato abbastanza divertito: “Mi piacerebbe dirti quello che non si può, perché non mi avete dato il teatro antico? Quel che è successo a Cagliari, non mi va!”. E poi una dedica speciale a Luciano Pavarotti: Miserere, cantata live da Zucchero con la traccia vocale del grande tenore scomparso nel 2007. Il concerto si chiude con i ringraziamenti del cantante emiliano, che ringrazia di cuore Cagliari per l’affetto caloroso dimostratogli, e da appuntamento a tutti per la sera dopo, alla Grande Miniera di Serbariu.
Dopo, il resto del mondo e la grande chiusura a settembre, sempre in Arena di Verona.
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Articolo pubblicato il 27/07/2011, 0 visualizzazioni


